Descrizione dei percorsi

Di seguito l’elenco dei percorsi di Sterrando Bike divisi per tipologia secondo criteri di lunghezza, dislivello complessivo e presenza di passaggi tecnici. per ciascun percorso, cliccando sul nome sarà possibile leggere la descrizione, vedere qualche foto e, laddove presente, vedere un video con le parti più belle del percorso.

Sudando un po’ di più

  1. La Caldara e La Macchia Grande di Manziana;
  2. Il giro di Castel Giuliano;
  3. Passeggiando tra i cavalli
  4. Barbarano ed il Parco del Marturanum
  5. Giro del Lago di Martignano
  6. Il Bosco di Bassano Romano 
  7. La Cascata di Castel Giuliano;

Sterrando bike Pro

  1. Antica Monterano;
  2. Le Cascatelle di Monte Tosto;
  3. Il giro del monte Acetino;
  4. Vejano ed il Monte Paganello;
  5. Il giro delle cinque cascate;
  6. Monte Fogliano e l’Eremo di S. Girolamo;
  7. Campagnano e le Cascatelle di Monte Gelato;
  8. Formello ed il bosco del Monte Musino
  9. Salita al Monte Soratte
  10. Giro della Farnesiana
  11. La Riserva del Lago di Vico


La Cascata di Castel Giuliano

Lunghezza:                             24 km;
Dislivello complessivo         350 m;
percentuale sterrato             90%

Guarda il video per una breve sintesi del percorso

Percorso bello e divertente che ha come punto di arrivo una delle attrazioni naturali più belle della zona: la Cascata di Castel Giuliano. Si tratta di un salto d’acqua di circa trenta metri che dal bosco si tuffa nella gola dove scorre il Fosso della Mola. La particolarità della cascata è quella di essere completamente invisibile a distanza, e di poter essere ammirata soltanto scendendo nella gola che la genera. Uno spettacolo unico che lascia senza fiato l’escursionista o il biker che la raggiunge.
Il percorso parte dal fontanile su via delle Trafogliette; da qui dopo un breve tratto di collegamento, entriamo immediatamente nel bosco che costeggia la Tenuta, che attraversiamo per intero affrontando alcuni saliscendi su buon fondo battuto. Giunti  ai margini del bosco, proseguiamo dritti in discesa affrontando un’agile sterrata dal buon fondo. La strada incrocia un tratto in asfalto, che percorriamo per poche centinaia di metri, per deviare a destra nuovamente su strada sterrata. Questo è il tratto più agevole del percorso, in quanto interamente in discesa su fondo compatto con presenza di qualche dosso e pietre sporgenti alle quali prestare attenzione. Lo sterrato arriva ad un cancello, oltre il quale si attraversa una zona di pascolo dei cavalli per terminare con il guado di un piccolo ruscello.  Proseguiamo per un km, percorso il quale facciamo una deviazione a destra per raggiungere il Ponte Romano, utilizzato in passato per attraversare il corso d’acqua che da origine alla cascata. Da Qui iniziamo ad avere un’idea dello spettacolo che ci aspetta, anche se per vedere la cascata dobbiamo tornare sul sentiero principale e proseguire fino a raggiungere un sentiero molto ripido dal fondo fortemente sconnesso. Si scende il sentiero per circa duecento metri (a piedi o in sella alle bikes, per chi se la sente) e si apre davanti a noi lo spettacolo della Cascata. E’ il momento di sedersi al margine del laghetto e lasciarsi rapire dal fascino del luogo, lasciando che lo sguardo spazi sui luoghi surreali che circondano la cascata.
Risaliamo sul sentiero principale e torniamo indietro per un breve tratto in direzione Castel Giuliano. Qui il percorso cambia e ci tuffiamo all’interno del bosco costeggiando un torrente. Il sentiero è divertente, ricco di saliscendi e dossi che impegnano e divertono il biker, ed in un paio di passaggi possono richiedere brevi tratti a mano. Dopo aver attraversato alcune aree di pascolo di cavalli, il sentiero si inerpica per una ripida salita che sbocca al paese di Castel Giuliano. Qui possiamo ammirare il bellissimo Palazzo Patrizi, valida scusa per una sosta per recuperare le energie dopo la salita. Proseguiamo sull’unico tratto di collegamento in asfalto per circa 2 km, al termine del quale deviamo a sinistra per lasciarci nuovamente l’asfalto alle spalle. La strada prosegue dapprima su un veloce snake in discesa che termina con il guado di un ruscello, per poi tornare nuovamente a salire in un tratto che ci condurrà in prossimità della Tenuta Santa Barbara. Qui incroceremo nuovamente le vecchie case coloniche dell’andata, ma proseguiremo raggiungendo l’estremità posteriore della Tenuta, dalla quale affronteremo un lungo e divertente tratto in discesa che taglia in due il bosco, all’uscita dal quale l’ultimo strappo in salita ci porterà nuovamente al punto di partenza, chiudendo in questo modo il giro.

torna all’elenco dei percorsi

 


Antica Monterano

Lunghezza:                             36 km;
Dislivello complessivo         750 m;
percentuale sterrato             85%

Guarda un breve video del percorso

Questo percorso è sicuramente uno dei più belli dal punto di vista paesaggistico in quanto consente di vedere alcune delle attrazioni naturali e non più belle della zona. Durante il tragitto sarà possibile visitare il Monumento naturale della Caldara di Manziana, il bosco della Macchia Grande di Manziana, per giungere infine alle rovine di Antica Monterano, che molti riconosceranno come il set cinematografico in cui sono state girate alcune scene de “Il Marchese del Grillo”. Il percorso, per lunghezza e dislivello, richiede sicuramente di non essere completamente digiuni della mountain bike, ma non presenta tuttavia passaggi tecnici di particolare difficoltà; i tratti più impegnativi dal punto di vista fisico sono in prossimità dell’acceso ad Antica Monterano per la presenza di alcune salite con buona pendenza, che si sviluppano comunque su asfalto o fondo cementato.

Partiamo dall’ingresso  della Tenuta Santa Barbara, da dove accediamo direttamente al bosco; qui, con un divertente snake da fare con attenzione ed attraversando un ponte in legno, raggiungiamo il bellissimo sentiero tra le betulle che ci guida fino alla Caldara. Qui possiamo scendere in sella fino
alla polla e rilassarci ammirando un panorama che ha pochi simili in Italia. L’aspetto è quello di un paesaggio lunare, quasi desertico in prossimità del geiser per la forte presenza dello zolfo e contornato dal bosco immediatamente fuori della depressione che caratterizza la zona. Lasciata la Caldara, attraversiamo la provinciale per pedalare alla volta della Macchia Grande di Manziana. Raggiungiamo il bellissimo bosco che ci avvolge con la sua tranquillità e lo attraversiamo per tre quarti della sua lunghezza. Lungo il percorso è possibile incontrare bestiame che pascola libero e si abbevera ai vari fontanili presenti, in corrispondenza di uno dei quali pieghiamo a sinistra e seguiamo il sentiero fino a raggiunger l’ingresso nord del bosco. Usciti dal bosco, seguiamo un sentiero racchiuso nella vegetazione che tramite un piccolo guado ed un tratto in salita su fondo fangoso in alcuni periodi dell’anno ci porta ad incrociare la provinciale per Canale Monterano. Procediamo su asfalto per circa un km, per poi deviare a destra seguendo le indicazioni per Antica Monterano. La strada inizia a salire per un paio di chilometri, fino a diventare una ripida cementata che ci accompagna al punto più altro del percorso. Da qui la cementata procede con alcuni saliscendi che ci conducono alla strada sterrata che termina all’ingresso dell’area archeologica. A questo punto ci possiamo rilassare e goderci un spettacolo fantastico. Con pochi colpi di pedale siamo di fronte all’antico acquedotto che serviva la rocca, e che conserva ancora intatto il suo incredibile fascino. Prendendo il sentiero a sinistra della rocca saliamo il dolce crinale è raggiungiamo quello che forse è la parte più famosa del complesso: la chiesa di San Bonaventura con la sua famosa fontana del Bernini e l’omonimo convento. All’interno della chiesa è ancora presente l’albero di fico sotto il quale sedeva Don Bastiano parlando con il Marchese del Grillo. Proseguendo sul sentiero di fronte alla chiesa, possiamo raggiungere la rocca con i sui suggestivi edifici e la fontana del Leone. Riscendendo dalla rocca, seguiamo il sentiero che ne descrive il perimetro ed attraversiamo la stretta gola su cui si innestano gli archi dell’acquedotto, per ritrovarci nuovamente all’ingresso dell’area archeologica. Nel salutare Antica Monterano riprendiamo a ritroso dapprima la sterrata, poi la cementata percorse all’andata, fino q ritrovarci in prossimità dell’incrocio che conduce al centro abitato di Canale Monterano. Qui possiamo seguire le indicazioni per la Cascata di Diosilla e la “zolfatara” per visitare altri due luoghi caratteristici della zona. La ripida discesa (che sarà la salita da percorrere al ritorno) ci porta ad una scaletta in pietra, scesa la quale possiamo vedere la Cascata di Diosilla, con i suoi incredibili colori dati dalla particolare composizione dell’acqua. Dalla cascata, avendo la possibilità di lasciare le biciclette, parte un breve trekking che conduce alla “Zolfatara” (comunque raggiungibile in sella dalla strada); una serie di risorgive e piccoli geiser solfurei che caratterizzano il paesaggio.
Riguadagniamo la sella e percorriamo la ripida ma breve salita che in pochi minuti ci riporta sulla provinciale per Canale Monterano, dalla quale possiamo tuffarci nuovamente nel Bosco di Manziana che ci consente qualche deviazione panoramica rispetto al percorso dell’andata. Usciti dal bosco, riprendiamo il sentiero che costeggia la Caldara per tornare alla Tenuta Santa Barbara, a conclusione di questo bellissimo giro tra storia e natura.

torna all’elenco dei percorsi


La Caldara e la Macchia grande di Manziana

Lunghezza:                             26 km;
Dislivello complessivo         250 m;
percentuale sterrato             90%

Percorso molto appagante e dal ridotto indice di difficoltà. Oltre a visitare la Caldara di Manziana, consente di esplorare il Bosco della Macchia Grande di Manziana in tutta la sua bellezza, scoprendone gli angoli più nascosti. Nella prima parte si sovrappone parzialmente al percorso per raggiungere Antica Monterano, ma prevede un’esplorazione più approfondita della Macchia Grande di Manziana, oltre al bellissimo tracciato di ritorno all’interno della Tenuta Santa Barbara.

N.B. fino a nuova indicazione la partenza del percorso è spostata al fontanile di Via delle Trafogliette a Manziana.

Si parte dalla  Tenuta Santa Barbara, dalla quale percorriamo un breve tratto di collegamento

in asfalto, per raggiungere il Bosco di Manziana. Questo ci accoglie con
un divertente tratto in discesa che si apre successivamente nel sentiero ombreggiato che ci accompagnerà fino alla Caldara di Manziana.  Il monumento naturale ci accoglie con tutta la bellezza del suo paesaggio lunare, ed offre la possibilità di una prima breve sosta all’ombra degli alberi e degli arbusti in prossimità dell’accesso.
Una volta usciti dal bosco affrontiamo una breve cementata che che ci consente di attraversare la provinciale e di affrontare la sterrata che ci porta alla Macchia Grande di Manziana. Qui effettueremo un ampio giro fresco ed ombreggiato che ci porterà a esplorare il bosco quasi per la sua interezza, su un percorso per lo più pianeggiante, con divertenti saliscendi non impegnativi. Usciti dal bosco ed incrociata nuovamente la provinciale, entreremo nei possedimenti della Tenuta Santa Barbara che attraverseremo per intero con le sue sterrate dal buon fondo ed i suoi paesaggi mozzafiato ai margini del Bosco di Manziana. Un paio di strappi in salita ci porteranno fuori dal bosco al punto di partenza, a goderci il meritato riposo.
Percorso adatto a tutti, senza difficoltà tecniche di rilievo o dislivelli importanti.

torna all’elenco dei percorsi


Le Cascatele di Monte Tosto

Lunghezza:                             28 km;
Dislivello complessivo         700 m;
percentuale sterrato             85%

Guarda il video per una breve sintesi del percorso

Percorso impegnativo dal punto di vista tecnico per il fondo fortemente sconnesso e pietroso che caratterizza buona parte del percorso, ma estremamente divertente ed appagante una volta presa confidenza con la gestione del mezzo. Le cascatelle di Monte Tosto rappresentano una delle perle nascoste di questa zona; racchiuse in uno scrigno di natura incontaminata, si presentano al biker quasi in modo inaspettato al termine di un sentiero immerso nel verde che le nasconde fino all’ultimo metro. E soltanto una volta superato l’ultimo dosso, le cascate si svelano nel loro splendore…e l’emozione è grande!
Il percorso parte dalla Tenuta Santa Barbara, per uscire su via Castel Giuliano Sambuco dove deviamo immediatamente a destra per raggiungere le pendici del Monte Stradello. Seguiamo il sentiero che costeggia il monte, sbucando alle spalle di un vecchio casale dal quale riscendiamo alla volta di una vecchia ferriera. All’altezza di un fontanile ormai nascosto dalla vegetazione, prendiamo uno stretto sentiero sulla sinistra che sparisce nel bosco; da qui, la strada inizia la sua discesa, dapprima dolce su fondo sabbioso ed a tratti compatto. Mano a mano che si procede tuttavia, la discesa diventa più ripida ed il fondo sempre più sassoso e sconnesso, richiedendo al biker maggiori doti di controllo del mezzo. Il sentiero prosegue nella sua discesa sconnessa per circa 5 km, aprendosi poi su una splendida terrazza panoramica che si affaccia sul mare. Qui pieghiamo a destra, prendendo il ripido sentiero che costeggia il vigneto e che sembra morire nel fondovalle. Soltanto una volta giunti sul fondo si scorge un sentiero sulla destra che costeggia il torrente, dapprima in campo aperto con uno magnifico scorcio sulle montagne che ci dominano, per poi tuffarsi nel bosco con divertenti e veloci saliscendi su fondo compatto, costellato a volte da radici e pietre sporgenti. Il sentiero termina con un dosso, superato il quale si scopre lo spettacolo delle Cascatelle di Monte Tosto. Queste sono ben diverse dall’irruenza e maestosità della cascata di Castel Giuliano; la loro tranquillità e l’atmosfera serena invitano ad una contemplazione più rilassata ed offrono un momento ideale per recuperare le energie. Dal laghetto è possibile inoltre intraprendere un breve trekking che porta fino in cima alla cascatella dove è possibile ammirare un altro piccolo salto. Ripartiamo percorrendo a ritroso il sentiero nel bosco, fino a giungere al vigneto, dove ci aspetta la prima dura salita della giornata, non particolarmente lunga, ma dalle pendenze importanti e dal fondo in alcuni tratti scivoloso che rende impegnativo restare in sella; un bel biglietto da visita di ciò che ci aspetta sulla strada del ritorno. Giunti in cima al vigneto, pieghiamo a destra per scendere fino alla provinciale e attraversandola, proseguiamo su una strada asfaltata ma sconnessa che ci accompagnerà fino quasi al mare. Qui possiamo fare una breve sosta presso uno degli agriturismi presenti per uno spuntino veloce o per raggiungere la spiaggia. Una volta ristorati riprendiamo la strada del ritorno e con pochi colpi di pedale, raggiungiamo nuovamente il cancello che segna l’inizio dell’ascesa a Monte Tosto. A questo punto, la divertente discesa su fondo sconnesso dell’andata diventa una dura salita da affrontare con tenacia e determinazione, ma basta trovare il proprio passo e la fatica si trasforma in soddisfazione ad ogni colpo di pedale. Il sentiero sbuca al vecchio fontanile che riconosciamo dall’andata; pieghiamo a sinistra per proseguire il percorso attorno al monte. Il sentiero prosegue all’interno del bosco in zone destinate al taglio del legname, ma ben presto il fondo cambia diventando sassoso ed in alcuni tratti instabile, fino allo strappo costituito da circa cinquecento metri da fare in molti casi con bici a mano per la pendenza importante ma soprattutto per il fondo estremamente scivoloso che rende difficile il controllo del pedale con rapporti molto corti. Al termine del tratto in portage, sbuchiamo dal bosco sul crinale del monte Stradello ed un divertente tratto in discesa ci porterà fino all’ingresso della Tenuta Santa Barbara a chiusura del giro.
Un percorso dal buon livello tecnico e dai panorami fantastici che spaziano dai monti al mare. Percorso adatto a chi non teme il confronto con se stesso, ma che è in grado di regalare incredibili soddisfazioni a chi lo percorre.

torna all’elenco dei percorsi


Giro del monte Acetino

Lunghezza:                             30 km;
Dislivello complessivo         850 m;
percentuale sterrato             95%

Guarda il video per una breve sintesi del percorso

Bellissimo percorso alla scoperta dei Monti della Tolfa; percorribile principalmente nei mesi primaverili ed estivi per la forte presenza di fango negli altri periodi dell’anno. Percorso impegnativo per il buon dislivello concentrato per lo più nei primi dodici km, che appaga una volta raggiunto l’anello panoramico che gira attorno al Monte Acetino, a quasi quattrocento metri di quota. Qui il paesaggio si apre offrendo paesaggi fantastici che danno la sensazione di trovarsi a quote ben maggiori.

Dalla Tenuta Santa Barbara attraversiamo una parte del bosco della Caldara e sbuchiamo all’altezza dell’aeroporto Savini. Percorriamo la strada alle spalle dell’aeroporto, che diventa dapprima una comoda sterrata pianeggiante tra le abitazioni presenti, per poi iniziare a salire non appena si attraversano i primo cancelli (che avremo l’attenzione di chiuderci alle spalle) e si entra nelle zone di pascolo e di taglio del legname. Seguiamo il sentiero che in molti tratti sale ripido e non appena lasciataci alle spalle l’area di taglio del legname, il paesaggio cambia nuovamente ed inizia ad assumere caratteristiche più montane. A stretti passaggi nel bosco su fondo sassoso e sconnesso si alternano bellissimi passaggi su spazi aperti dalla vegetazione arbustiva, tipici dei passaggi di montagna. Non mancano passaggi in cui la conformazione del fondo obbliga a scendere e spingere per brevi tratti, ma nel complesso il percorso risulta pedalabile per tutta la sua lunghezza. Il sentiero si arrampica per circa 12 km e poco dopo un piccolo guado del Fosso Magnaferro, raggiunge l’anello in quota dominato dal Monte Acetino. Qui lo sguardo si perde sugli ampi spazi e sui panorami che ci consentono di vedere l’altro lato della vallata. Prendiamo la strada di sinistra e riprendiamo a salire, questa volta con pendenze e fondo tali da non destare preoccupazione e che ci consentono di rilassarci e goderci il panorama. Proseguiamo per circa un km in salita, fino a raggiungere un bivio dove pieghiamo verso destra. Qui il sentiero inizia a scendere costeggiando un muro a secco in un tratto molto divertente e dove si possono godere paesaggi molto belli, che danno la sensazione di trovarci a quote ben più alte. Giunti all’estremità orientale dell’anello, il percorso inizia nuovamente a salire infilandosi in un piccolo boschetto nel quale strappi e tornanti dalla buona pendenza si alternano a tratti più pianeggianti, senza comunque richiederci mai di smontare di sella. Uscendo dal boschetto, l’anello si chiude sul sentiero di approdo in quota, offrendoci l’occasione per una breve sosta. Una volta recuperate le energie e riequilibrato lo spirito nella splendida natura che ci circonda, riprendiamo il sentiero per scendere a valle seguendo lo stesso percorso dell’ascesa. La prevalenza di tratti in discesa rispetto all’andata rendono il percorso piacevole, ripagando delle fatiche fatte per arrivare in cima all’anello; anche in questo caso non mancano tuttavia brevi strappi in salita o passaggi pietrosi per chi non vuole perdere l’allenamento. Arrivati ormai a fondo valle, è possibile fare una breve deviazione per visitare la tomba etrusca della Torara ed il Casale delle Pietrische, in passato set cinematografico di molti film (vedi articolo).

 

torna all’elenco dei percorsi


Vejano ed il monte Paganello 

Lunghezza:                             32 km;
Dislivello complessivo         870 m;
percentuale sterrato             80%

Guarda il video per una breve sintesi del percorso

Torniamo ad esplorare i monti della Tolfa ed i loro bellissimi paesaggi, alla scoperta di Vejano. Partiamo da Oriolo Romano, dal parcheggio vicino all’area camper in fondo a viale degli Artigiani. Torniamo sulla provinciale della quale percorriamo meno di un chilometro, ed immediatamente dopo l’indicazione dell’uscita dal paese, prendiamo la sterrata a sinistra che si distacca dalla provinciale. Il sentiero dapprima si districa tra villette e le abitazioni presenti, poi diventa un’alternanza tra tratti pietrosi e vecchi tratti asfaltati ormai smottati ed dal fondo sconnesso. Il percorso scende bruscamente nel fondovalle, con gli alberi del bosco che ci fanno da cappello, fino ad arrivare ad un guado cementato che ci consente di attraversare agevolmente il fiume Mignone. Dall’altra parte ci aspetta una vecchia cementata che si arrampica fino a raggiungere un bivio che segna l’inizio dell’anello che costituirà il nostro giro. Al bivio prendiamo a sinistra e, passati un paio di cancelli da scavalcare con le bici, entriamo nelle aree di pascolo dove il sentiero inizia a salire tra i boschi e le mucche che ci osservano incuriosite. Da questo punto il sentiero continua la sua salita su buon fondo battuto, fino a raggiungere la quota massima oltre i 550 m in prossimità di una zona di taglio della legna. Qui ad un bivio pieghiamo nuovamente a sinistra dove il sentiero inizia a scendere, fino a raggiungere un cancello che segna l’uscita dalla zona di pascolo. Dopo un breve tratto sterrato in discesa inizia un saliscendi su asfalto che ci accompagnerà negli ultimi chilometri per raggiungere Vejano. Qui arriviamo sulla piazza dove si trova la chiesa nuova della Madonna del Rosario, con la sua caratteristica costruzione interamente in blocchi di tufo. Qui possiamo fare una sosta in uno dei negozietti sulla piazza per uno spuntino veloce e rilassarci un po’, oppure possiamo percorrere la strada che fronteggia la chiesa e raggiungere la piazza principale dove,

oltre a un bar per un caffè, troviamo anche una fontanella dove ripristinare la scorta di acqua prima di intraprendere il ritorno. Qui possiamo infilarci nelle vie del borgo antico del paese, dove si trova la seconda chiesa del paese, denominata S. Maria del Rosario; dalla piazzetta è inoltre possibile avere un bello scorcio della Rocca dei Santacroce, il caratteristico castello oggi a pianta triangolare. Lasciata la piazza principale svoltiamo a destra e percorriamo la strada provinciale che costeggia la rocca, per abbandonarla quasi subito prendendo la strada che costeggia lo scoglio su cui sorge il paese. Questa procede in parte su fondo asfaltato sconnesso, in parte su sterrato e dopo aver incrociato un fontanile, inizia nuovamente a salire girando attorno al Monte Paganello. La strada prosegue fino ad un cancello, superato il quale inizia un altro divertente tratto in discesa su una buona sterrata che ci porterà al bivio incrociato all’andata, a chiusura dell’anello; Qui svoltiamo a sinistra per riprendere la cementata che ci accompagnerà fino al guado sul fiume Mignone, passato il quale inizia il tratto di risalita dal fondovalle che sarà l’ultima fatica del giorno. Giunti in cima alla salita, il veloce collegamento sterrato ci riporta ai margini di Oriolo Romano dove, con pochi colpi di pedale potremo raggiungere il parcheggio dove abbiamo lasciato le macchine, a chiusura dell’escursione.
In relazione al dislivello ricoperto, il giro richiede un buon impegno, ma non presenta passaggi tecnici di particolare difficoltà, mentre la presenza di una discreta percentuale di tratti in asfalto agevola in vari punti il recupero delle energie. Il percorso rappresenta un buon connubio tra i paesaggi collinari e montani dei pascoli e l’occasione di visitare il caratteristico borgo di Vejano. Un percorso dedicato a chi non è completamente digiuno dei pedali, anche in relazione alle buone pendenze che si incontrano nei tratti montani.

torna all’elenco dei percorsi


Il giro di Castel Giuliano 

Lunghezza:                             17 km;
Dislivello complessivo         280 m;
percentuale sterrato             85%

Il giro di Castel Giuliano è un tour abbastanza semplice, che presenta tuttavia alcuni passaggi in grado di divertire anche il biker non alle prime armi. Il chilometraggio non eccessivo ed il dislivello contenuto lo rendono adatto sia al biker esperto che vuole effettuare un uscita di riscaldamento, sia al biker alle prime armi, che vuole confrontarsi con qualche salita, single tracks e qualche piccolo guado. Partiamo dalla Tenuta Santa Barbara ed entriamo immediatamente all’interno del bosco; procediamo lungo i possedimenti della tenuta, che si snodano in divertenti saliscendi tra alberi di castagno che ci fanno ombra nelle calde giornate estive. Con divertenti saliscendi ed un paio di brevi strappi di tutto rispetto, incrociamo una strada che sale dai vigneti e giriamo a sinistra. Seguiamo il sentiero che costeggia il bosco in un magnifico paesaggio campestre che lascia senza fiato. Giunti ad un incrocio con alcune vecchie case coloniali ormai disabitate, pieghiamo a destra e ci arrampichiamo sulla collina, per poi riscendere attraverso una ripida discesa dal fondo scivoloso, dove occorre prestare attenzione per la presenza di alcuni solchi profondi dove è bene non mettere le ruote. Al termine della discesa, procediamo per  alcune decine di metri ed entriamo in un passaggio sulla destra per piegare nuovamente a sinistra. Percorriamo il sentiero in discesa che procede tra alberi ed arbusti, fino a raggiungere un piccolo guado su un torrente, attraversato il quale raggiungiamo poco dopo un cancello che segna l’uscita dai possedimenti privati. Svoltiamo a destra e proseguiamo sulla strada bianca che dopo alcuni chilometri diventa un breve tratto in asfalto che ci porta fino a Castel Giuliano. Qui possiamo visitare l’antico borgo, con le sue piazze ed il Palazzo Patrizi. Lasciata Castel Giuliano, percorriamo a ritroso la strada di asfalto che accede al paese e deviamo su via di Castel Giuliano Sambuco; dopo un breve tratto in asfalto con un paio di salite, la strada diventa uno sterrato agevole che taglia la campagna tra campi coltivati ed ampi tratti boschivi. Dopo una ripida discesa, l’attraversamento di un suggestivo ponte in pietra su un ruscello ed un ultimo tratto in salita non proibitivo, passiamo alle pendici di Monte La Puglia, dal quale con pochi colpi di pedale torniamo al punto di partenza, a chiusura del giro.

torna all’elenco dei percorsi


Il giro delle Cinque Cascate 

Lunghezza:                             46 km;
Dislivello complessivo         850 m;
percentuale sterrato             80%

Guarda il video per una breve sintesi del percorso

Il giro delle cinque cascate rappresenta sicuramente uno dei più affascinanti tour della zona, che consente di abbinare paesaggi naturali emozionanti ad un vero e proprio tuffo nella storia. Il giro consente infatti di visitare le cinque cascate che si sviluppano lungo il corso del Fosso della Mola, con arrivo alla Necropoli etrusca della Banditaccia per pedalare all’interno dell’incredibile via degli inferi. Un giro abbastanza impegnativo e tecnico nella discesa dalle cascate, ma sicuramente emozionante per le meraviglie offerte lungo il percorso.

Da via delle Trafogliette prendiamo subito una sterrata che costeggia il bosco in direzione in direzione di Castel Giuliano. Incrociata via Castel Giuliano-Sambuco tagliamo la verde campagna su una veloce sterrata dal buon fondo che ci porta ad incrociare il ponte romano in prossimità della

prima cascata. Poco più avanti, inizia la ripida discesa che ci porterà alle prime due cascate. Qui i biker più smaliziati possono affrontare la discesa in sella, mentre i bikers più “tranquilli” possono scendere nella gola con le bici a mano. Raggiunto il fondovalle, seguendo il sentiero a destra arriviamo alla Cascata di Castel Giuliano, con la bellezza delle
sue due lingue d’acqua e del laghetto raccolto alla sua base. Lasciando la cascata e seguendo a piedi il corso d’acqua che piega sulla sinistra, raggiungiamo la Caduta dell’Ospedaletto. Sebbene dalla portata d’acqua sicuramente meno abbondante, questa cascata lascia l’escursionista a bocca aperta per l’altezza e l’imponenza salto dal quale si genera, che domina letteralmente il visitatore. Torniamo indietro per la stessa strada e riguadagniamo la strada che costeggia la sommità della cascata di Castel Giuliano. In prossimità di un vecchio fontanile affrontiamo un piccolo guado e raggiungiamo l’altro lato del canyon. Qui inizia un sentiero da effettuare con attenzione per la presenza di tratti in single track particolarmente infidi, nonché di gradoni e cambi di livello per la presenza di radici e pietre sporgenti. Dopo un passaggio in brusca pendenza su alcuni lastroni di pietra, pieghiamo a destra sul sentiero che si incrocia, raggiungendo la cascata Braccio di Mare. Questa si mostra con il suo tranquillo getto d’acqua che sembra quasi sgorgare orizzontale dalla parete di roccia e che si tuffa in una splendida piscina naturale che, tra tutte le cascate è quella che maggiormente invita ad un tuffo ristoratore. Ripartiamo percorrendo a ritroso il sentiero da dove siamo venuti che si sviluppa tra sterrate e tratti di cementate, fino a raggiungere una piccola radura dove sulla destra si apre un varco nella vegetazione. Qui, lasciate le biciclette, scendiamo fino al torrente che si sente mormorare e sulla destra si scorge la Cascata dell’Arenile con i suoi due getti d’acqua. Questa tra tutte, è la cascata più bassa, ma non la meno suggestiva, anche per la posizione che non ne rende immediata e diretta la visione. Proseguiamo il nostro percorso e dopo alcuni chilometri raggiungiamo un guado su fondo cementato dal quale sentiamo in lontananza il rumore dell’ultima cascata. Qui pieghiamo a sinistra e risaliamo letteralmente il torrente per circa trecento metri pedalando letteralmente nell’acqua (ci si bagna un po’ i piedi) fino a raggiungere la bellissima Cascata del Moro.
 Anche questa cascata domina il visitatore con l’imponenza del suo salto che investe l’enorme masso alla base. Torniamo indietro nuovamente sul letto del torrente e proseguiamo lungo il sentiero raggiungendo le vecchie ferriere. Qui un guado ci consente di attraversare il torrente e raggiungere l’altro lato della valle. Affrontiamo un ripido tratto in salita che ci porta all’ampia radura in prossimità di Cerveteri, dalla quale con pochi colpi di pedale ci troviamo all’ingresso dell’incredibile via degli Inferi. Qui abbiamo la possibilità di pedalare letteralmente nella storia in una stretta gola scavata nel tufo, sulle pareti della quale si aprono miriadi di tombe etrusche, offrendo uno spettacolo senza precedenti che lascia letteralmente senza fiato. Dalla via degli inferi, raggiungiamo il parcheggio della Necropoli della Banditaccia, magnifico sito dell’UNESCO che merita sicuramente una visita dedicata. Proseguiamo attraversando Cerveteri e la provinciale con un breve collegamento in asfalto, per poi prendere Via del Sepolcro; questa è  costituita da uno sterrato facile e poco impegnativo, che si inoltra nella campagna in prossimità della Macchia della Signora e lungo la quale possiamo il tumolo etrusco detto Tomba Campana, risalente al 600 a.C. Il sentiero prosegue per lo più in piano costeggiando la provinciale, fino ad incrociarla, percorrendone un breve tratto, per poi iniziare a risalire lungo le colline che conducono fino a Castel Giuliano. Lasciata la provinciale, il sentiero inizia a salire dapprima su asfalto che lascia presto il posto ad un divertente sterrato racchiuso tra alberi ed arbusti che costeggiano il percorso, fino poi a raggiungere la strada per Castel Giuliano. Qui pieghiamo a sinistra verso il paese, prima del quale possiamo prendiamo il sentiero che ci accompagnerà nuovamente al punto di partenza, chiudendo questo magnifico giro.

torna all’elenco dei percorsi


Passeggiando tra i cavalli 

Lunghezza:                             15 km;
Dislivello complessivo          200 m;
percentuale sterrato                 95%

Un percorso non particolarmente impegnativo ma che consente  comunque di godere delle bellezze del bosco e di confrontarsi con varie tipologie di fondo e di terreno, per un esperienza di mountain bike completa.

Lasciamo la Tenuta Santa Barbara e prendiamo la sterrata alla volta di Castel Giuliano. dopo la divertente discesa che ci lascia alle spalle la tenuta Monte la Puglia, risaliamo la collina su fondo sconnesso ed in parte su asfalto. In cima alla collina, prendiamo la sterrata a sinistra ed attraversiamo i verdi pascoli che ci riportano all’interno della Tenuta Santa Barbara. All’inizio di un vigneto, affrontiamo una salita su fondo battuto, non particolarmente ripida ma lunga circa un chilometro che ci porta in prossimità del bosco. al termine della salita proseguiamo dritti costeggiando il bosco ed affrontando una serie di divertenti saliscendi che aprono il panorama sui verdi pascoli della tenuta, con uno spettacolo che riempie lo sguardo. Raggiungiamo un bivio dove sono presenti delle vecchie case coloniche; qui giriamo a sinistra ed iniziamo nuovamente a salire dolcemente per entrare nel bosco. Abbiamo raggiunto l’estremità posteriore della Tenuta Santa Barbara, dove ci attende una divertente e veloce discesa di circa due chilometri che taglia a metà il bosco, riportandoci in prossimità della Fonte del Riccio. Qui possiamo fare una breve sosta rinfrescante, dopo la quale affrontiamo l’ultimo strappo che ci porta fuori dal bosco in prossimità della Club house della Tenuta Santa Barbara, dalla quale raggiungiamo velocemente la sede di Sterrando Bike a chiusura del giro.

torna all’elenco dei percorsi


Monte Fogliano e l’Eremo di S. Girolamo 

Lunghezza:                             27 km;
Dislivello complessivo           700 m;
percentuale sterrato                100%

Guarda il video del percorso

Fantastico percorso all’interno del Bosco di Monte Fogliano che ha come meta finale il suggestivo Eremo di San Girolamo, ricco di storia e misticismo. Il chilometraggio relativamente ridotto ed il dislivello non da primato non devono trarre in inganno; il percorso si svolge interamente all’interno del bosco con continua alternanza di ripide salite e discese dal buon controllo che impegnano il biker, il tutto accompagnato da un fondo spesso scivoloso, con presenza costante di radici e pietre che richiedono costantemente concentrazione e controllo della bici. Morale della favola: il giro ha le caratteristiche giuste per soddisfare anche il biker più esigente. Il giro si sviluppa su percorsi utilizzati come circuito di gara.
Raggiunto il Comune di Vetralla, lasciamo le macchine nello spiazzo antistante il civico 7 di Via della Noce, da dove iniziamo la nostra escursione. Raggiungiamo l’interno del bosco dove percorriamo il sentiero principale, che lasciamo però subito deviando sulla destra. Il bosco ci da subito il benvenuto con un ripido tratto in salita dove a farla da padrone non è la pendenza, non proibitiva, ma il fondo costellato di radici e rocce, spesso nascoste da foglie, che impegna non poco nella salita. Saliamo per circa tre chilometri, al termine dei quali deviamo a sinistra per iniziare un divertente tratto in discesa che ci porta ad incrociare una buona sterrata compatta sul fondovalle. La strada riprende a salire, tuffandosi nuovamente negli stretti sentieri nel bosco, fino a portarci a costeggiare la strada provinciale restando sempre all’interno del bosco. Si attraversa la provinciale che lasciamo immediatamente per entrare nuovamente nel bosco dove ci aspetta uno strappo di circa 700 m in forte pendenza su fondo scivoloso, dove in molti casi è difficile riprendere il pedale se si scende di sella, portandoci ad affrontare alcune decine di metri a spinta. A metà del crinale, il percorso piega a sinistra seguendo il fianco della montagna con una serie di saliscendi, per invertire bruscamente e tornare a salire alla volta dell’eremo. Entriamo nel cuore di Monte Fogliano ed il sentiero delimitato dagli arbusti lascia il passo alla traccia che si snoda tra gli alti alberi del bosco. Questo paesaggio ci accompagna fino all’Eremo di San Girolamo, che il sentiero raggiunge nella parte superiore dove ad accoglierci troviamo un crocifisso in prossimità del quale ogni prima domenica di luglio viene svolta una messa
commemorativa. Qui possiamo effettuare una prima sosta per recuperare le energie ed iniziare a farci pervadere dall’atmosfera del luogo. Seguendo il sentiero, scendiamo e raggiungiamo la parte frontale dell’eremo; questo è costituito da una grotta interamente scavata nel tufo, nella quale San Girolamo viveva in preghiera. Ora la
grotta e l’area sommitale del crocifisso sono collegate da una serie di passerelle in legno e gradini che consentono di muoversi sullo scoglio di roccia, ma si resta comunque impressionati dalla semplicità ed essenzialità del luogo. Lasciato l’eremo, la parte impegnativa del percorso rimane alle nostre spalle. Il sentiero scende verso valle senza richiedere particolari sforzi, costeggiando la parte esterna del bosco, fino ad accompagnarci all’ingresso del bosco a chiusura del giro. Un percorso abbastanza impegnativo, ma sicuramente divertente ed affascinante che trova il suo naturale culmine nell’Eremo e nel bellissimo spettacolo che offre la natura che lo circonda.

 

torna all’elenco dei percorsi


Barbarano ed il Parco del Marturanum 

Lunghezza:                            26 km;
Dislivello complessivo          400 m;
percentuale sterrato                  85%

Guarda il video del percorso

Bel percorso all’interno del Parco del Marturanum, che consente di visitare i suggestivi borghi storici di Civitella Cesi e di Barbarano, nonché la necropoli etrusca di Casa Vignale. Il percorso risulta poco impegnativo e dal dislivello contenuto. Non sono presenti passaggi tecnici di rilievo, ad eccezione di un tratto di sentiero in discesa che conduce al guado del torrente Vesca e successivamente alla necropoli; tale tratto, dal fondo smosso e sassoso, può richiedere in alcuni brevi tratti la conduzione a mano della bicicletta. In relazione alle caratteristiche tecniche, il percorso viene classificato nella tipologia “Sudando un po’ di più”, anche se il chilometraggio risulta superiore ad altri percorsi della categoria. Su richiesta dei partecipanti (da concordarsi sul posto al termine dell’escursione) il percorso può essere abbinato alla visita della vicina necropoli rupestre di San Giuliano (limitatamente alla tomba Cima) ed alla chiesetta di San Giuliano, entrambi facilmente raggiungibili in sella alla propria bici.


Lasciamo la macchina al parcheggio di P.zza Salvo D’Acquisto, in prossimità del cimitero ed entriamo subito all’interno del Parco delMarturanum. Il sentiero si svolge su buon fondo sterrato e compatto, prevalentemente in discesa, lasciandoci la possibilità di ammirare lo splendido panorama che ci si presenta di fronte. Il sentiero taglia il parco per circa cinque chilometri, dopo i quali si lascia l’area protetta alla volta di Civitella Cesi, dove è possibile effettuare una prima sosta per la visita del borgo e per scattare qualche foto. Lasciamo il paese su un breve tratto di collegamento in asfalto, dopo il quale metro pieghiamo a destra su un’agevole sterrata che attraversa campi coltivati per circa tre km. Incrociamo sulla destra il sentiero che conduce al guado del torrente Vesca; questo costituisce l’unico tratto del percorso che richiede per alcune decine di metri la conduzione della bici a mano, a causa del fondo fortemente sconnesso. Attraversiamo il torrente passando sui sassi presenti e risaliamo agevolmente il fondovalle fino a raggiungere la necropoli di Casale Vignale.
 Qui è possibile effettuare una seconda sosta per visitare le tombe etrusche, la più caratteristica delle quali è la Tomba della Sedia. Ripartiamo, incrociando dopo poco un’ampia sterrata che ci porterà dopo alcuni km ad incrociare la vecchia ferrovia Capranica-Civitavecchia, della quale percorreremo una parte priva di gallerie, su fondo sabbioso e con attraversamento di alcuni sbarramenti con blocchi di cemento. Lungo il tracciato sono ancora visibili le vecchie strutture della ferrovia quali gli edifici delle stazioni. In prossimità di Barbarano, lasciamo la ferrovia su una sterrata laterale che incrocia la via di accesso al Parco del
Marturanum, dalla quale con pochi colpi di pedale, raggiungiamo il punto di partenza. Al termine dell’escursione, merita una visita il vicino borgo storico di Barbarano, dove possiamo ammirare la bellissima porta di accesso, la chiesa di sant’Angelo e l’antico lavatoio. Da dedicare anche alcuni minuti alla visita del Museo delle Necropoli Rupestri. Dal borgo di Barbarano è inoltre possibile scendere verso l’area attrezzata del Caiolo, dove è possibile visitare la bellissima Necropoli Rupestre di San Giuliano. Questa interamente all’interno del bosco, è visitabile esclusivamente in trekking, mentre è possibile raggiungere in bicicletta bellissima chiesa di San Giuliano attraverso l’ingresso B dell’area archeologica, oggetto di restauro nel 2015, a corollario di questa magnifica escursione.

torna all’elenco dei percorsi


Campagnano e le Cascatelle di Monte Gelato 

Lunghezza:                            32 km;
Dislivello complessivo          580 m;
percentuale sterrato                  75%

Guarda il video del percorso

Percorso estremamente panoramico che si svolge ai margini del parco di Vejo, con scorci molto belli e suggestivi sulla valle del Treia. Nella prima parte, il percorso si svolge tutto su comode sterrate e cementate che diventano un tratto di collegamento in asfalto lungo la salita che accede al paese di Calcata. Da qui il percorso si tuffa letteralmente nel verde della valle del Treia, attraversando tratti boschivi che in alcuni su sentieri più sconnessi, che in alcuni tratti richiedono la conduzione a mano della bicicletta. Meritano sicuramente una visita le suggestive Cascatelle di Monte Gelato che offrono l’occasione per una sosta rilassante prima di raggiungere la fine del percorso.
Lasciamo l’auto nell’area di sosta in prossimità del civico 39 di via del Salvatore, a circa 500 m dall’accesso al borgo di Campagnano. Scendiamo al paese che attraversiamo entrando dalla porta della piazza principale. Raggiungiamo in fondovalle ed iniziamo a percorrere la sterrata che tra campi coltivati e passaggi attraverso il bosco, attraversa il parco della valle del Treia, fino a raggiungere l’area Archeologica di Narce, dove è possibile visitare i resti del Santuario di Monte Li Santi. Dopo poco, il sentiero sbuca sulla provinciale che ci consente di salire al bellissimo borgo di Calcata. Già lungo la salita si resta incantati dalla magnifica posizione del paese, che sembra letteralmente scolpito sullo scoglio di tufo dal quale si erge, e più ci si avvicina, più ci si rende conto di non essere troppo distanti dalla verità. Nel paese infatti, le abitazioni sono realizzate in blocchi di tufo, la materia prima più comune della zona, conferendo al bel borgo un colore che si integra completamente con il territorio circostante, quasi a non voler turbare lo splendido paesaggio che l’ha ospitato per secoli. L’accesso alla parte vecchia del paese avviene attraverso l’antica porta fortificata che conduce alla piazza principale su cui si affaccia la chiesa del SS. Nome di Gesù. Qui è possibile visitare il paese girando per i vicoli caratterizzati da piccole botteghe artigiane e laboratori artistici per i quali il paese è rinomato. In prossimità dell’ingresso al paese, prendiamo un sentiero da percorrere con bici a mano e che ci conduce al fondovalle. Qui costeggiamo il fiume immersi nella natura, lungo un sentiero che in alcuni punti si sviluppa con gradoni in salita che possono richiedere di scendere di sella. Il sentiero sbuca in prossimità di uno splendido lavatoio ottocentesco dove è possibile sostare e rifornirsi d’acqua, prima di raggiungere il borgo di Mazzano Romano. Attraversiamo il paese e scendiamo nuovamente lungo le sponde del fiume che costeggiamo risalendo un’antica strada etrusca scavata nel tufo. Qui il fondo sconnesso su cui si sviluppano gli stretti tornanti, possono richiedere nuovamente di procedere a spinta per qualche decina di metri. A questo punto il percorso diventa nuovamente un’agile sterrata, che ci accompagna fino alle cascatelle di Monte Gelato. Qui è possibile scendere con bici in spalla fino al margine del fiume e lasciarsi rapire dallo spettacolo offerto dalla natura. Dopo la sosta alle cascate torniamo indietro ad incrociare la sterrata che, ripercorrendo una parte del percorso dell’andata, ci porta in prossimità dell’autodromo di Vallelunga. Qui gli appassionati di motori potranno deviare lungo la strada che costeggia il circuito, raggiungendo Campagnano lungo la strada provinciale. In alternativa è possibile proseguire lungo la strada sterrata percorsa all’andata che diventa una ripida salita in cemento che sbuca nella parte posteriore del paese, attraversato il quale raggiungiamo l’area di parcheggio a chiusura del giro.

torna all’elenco dei percorsi

 


Formello ed il Bosco del Monte Musino 

Lunghezza:                            27 km;
Dislivello complessivo          700 m;
percentuale sterrato                 65%

Guarda il video del percorso

Il percorso ci accompagna fino ai margini del parco di Veio, alla scoperta bellissimo Bosco del Monte Musino  e del Santuario della Madonna del Sorbo. Nella seconda parte il percorso si svolge alternando veloci tratti sterrati a tratti su asfalto da fare con calma, salendo di quota fino al belvedere del Monte Razzano, per poi tuffarsi nuovamente nelle terre di pascolo e nella campagna attorno a Formello, che ci accompagneranno fino al punti dipartenza. Un percorso molto bello e ricco di punti panoramici dove fermarsi a recuperare le energie o fare qualche foto.

Lasciamo la macchina a oltre Formello, al parcheggio su via Formellese km 10,300, all’incrocio con strada comunale Monte della Statua. Da qui, proseguiamo sulla via formellese, che lasciamo subito per inoltrarci nel Bosco.del Monte Musino il cui nome è collegato al ritrovamento di un’antica Ara dedicata ad Ercole Musino e Giove Tonante, come ricordato dai cartelli informativi presenti sul posto. Attraversiamo il bosco su bei sentieri, in buona parte in discesa, che risultano molto divertenti anche per i biker più esperti. Usciamo dal bosco dove un breve tratto di collegamento su asfalto ci porta alle pendici del Monte Broccoletto, da dove ci tuffiamo nuovamente nella campagna attraversando un’area destinata al pascolo. Incrociata nuovamente la via Formellese in prossimità di Sacrofano, affrontiamo la prima salita della giornata che, in circa cinque km da fare senza fretta, ci accompagna
fino al Belvedere di Monte Razzano. Da qui la fatica per arrivare in vetta viene ampiamente ripagata da un panorama mozzafiato, consentendoci di effettuare una sosta per scattare qualche foto e recuperare le energie. ripartiamo affrontando la discesa su asfalto che ci porta a perdere quota fino a raggiungere il  Santuario della Madonna del Sorbo, che la leggenda vuole edificato dai Formellesi dove la Madonna apparve ad un pastore di maiali mutilato di una mano; per convincere i Formellesi dell’apparizione, la Madonna restituì la mano persa al pastore e gli abitanti del paese celebrarono tale miracolo con l’edificazione dell’attuale santuario. Dal santuario percorriamo un tratto della Via Francigena che, con un alternanza di tratti in discesa e brevi strappi in salita, ci accompagna fino a Formello; qui ci teniamo fuori dal centro abitato e dalle sue macchine e raggiungiamo un’area destinata al pascolo, che attraversiamo per intero. Questa si collega ad una stradina che in asfalto in prossimità della via Formellese che, con pochi colpi di pedale, ci riporta al punto di partenza a chiusura del giro. L’escursione non presenta difficoltà di rilievo, ad eccezione di alcune salite nel secondo tratto fino al belvedere del monte Razzano, che richiedono di essere affrontate con calma. Il fondo asfaltato su tale tratto agevola comunque l’ascesa e la fatica viene comunque ripagata dalla splendida vista che si gode una volta raggiunta la vetta. Estremamente suggestiva e divertente la prima parte del percorso che consente di tuffarsi senza sforzo nella bellissima natura che circonda il comune di Formello.

torna all’elenco dei percorsi


Giro del Lago di Martignano 

Lunghezza:                            24 km;
Dislivello complessivo          380 m;
percentuale sterrato                  70%

Guarda il video del percorso

Il percorso ci guida alla scoperta del piccolo, e forse per questo molto suggestivo, lago di Martignano. Meno noto del fratello maggiore, il lago di Bracciano, questo specchio d’acqua regala degli scorci bellissimi e d’estate è meta di turisti e bagnanti che vengono a rinfrescarsi nelle sue acque. Il percorso compie il giro completo del lago di Martignano, passando nei magnifici boschi che circondano il cratere lacustre. Il sentiero si svolge prevalentemente in piano, accumulando un dislivello complessivo ridotto, tale da consentirne la classificazione tra i percorsi “Sudando un po’ di più”, sebbene la lunghezza di 24 km risulti un po’ maggiore rispetto ai percorsi tipici di questa categoria. Unica eccezione è rappresentata dallo strappo iniziale che ci consente di affacciarci sul bordo del cratere del lago, e la salita che conduce alla cresta della Montagna Spaccata, entrambe da effettuare senza fretta sebbene abbastanza brevi.
Lasciamo la macchina al parcheggio dell’agriturismo “La Melazza” (oppure dell’agriturismo “Casale di Martignano”, come comunicato prima di ogni escursione). Usciti dall’agriturismo prendiamo a sinistra ed iniziamo ad arrampicarci sulle colline che ci condurranno sul bordo del cratere che contorna il lago di Martignano. Dalla cima della cresta affrontiamo una divertente discesa che si tuffa nel bosco che costeggia il lago. Usciamo dal bosco in corrispondenza della strada che fa parte di del Sentiero della Pineta di Martignano. Dopo circa un chilometro raggiungiamo un quadrivio dal quale è possibile scendere in riva al lago; tale deviazione è assolutamente consigliata, anche se comporta un ritorno un po’ faticoso per la ripresa del cammino. Sulla riva del lago è possibile effettuare una prima sosta per riposare e godere dello splendido panorama che questo angolo di paradiso ci offre. Riguadagnata la cresta, percorriamo la Ciclovia dei Laghi che effettua il giro del lago un po’ più nell’entroterra, limitando la vista dello specchio d’acqua a pochi scorci. Percorriamo la Piana del Pero per un paio di chilometri, fino a piegare a destra su una sterrata in discesa che attraversa un tratto boschivo, il quale ci porterà nuovamente sulle rive del lago di Martignano. Attraversiamo la Tenuta  del Casale di Martignano, per poi arrampicarci fino alla cresta della Montagna Spaccata, dalla quale usciremo dal cratere del lago e ci avvieremo alla chiusura del giro. Superata la cresta, percorriamo un breve tratto di collegamento su asfalto che ci ricongiunge con una buona sterrata pianeggiante dalla quale, pochi colpi di pedale ci riportano all’agriturismo La Melazza, a conclusione dell’escursione.

torna all’elenco dei percorsi

 


Il Bosco di Bassano Romano 

Lunghezza:                            24 km;
Dislivello complessivo          550 m;
percentuale sterrato                  80%

Guarda il video del percorso

Una bella escursione all’interno di una delle faggete più belle della zona. Si tratta di una pedalata tranquilla su buoni sentieri battuti; l’escursione non presenta particolari difficoltà tecniche ma il costante dislivello che ci accompagna fino alle pendici del monte Raschio, rende il percorso molto soddisfacente dal punto di vista fisico. È un percorso che può sfidare anche il biker esperto in funzione del ritmo che si decide di mantenere, consentendo il buon fondo sempre un’ottima percorribilità anche a ritmi sostenuti.

Percorriamo la via Cassia fino al km 48,500, dove, a circa 1,5 km prima di Sutri, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Trevignano. A circa 400 m dalla svolta, troviamo sulla sinistra uno slargo sterrato dove possiamo lasciare la macchina. Iniziamo a pedalare seguendo la strada, che lasciamo quasi subito sulla destra inoltrandoci nella campagna circostante. Molto presto l’asfalto lascia il posto allo sterrato che si inoltra nei territori di pascolo ed allevamento. La strada sale con una dolce pendenza che si manterrà costante fino a raggiungere il punto più alto del percorso a circa 500 m slm. Dopo
circa 6 km ci inoltriamo nel bosco dove continuiamo a salire pedalando nella tranquillità della natura. Il buon fondo e l’assenza di tratti tecnici consentono un buon relax, senza tuttavia allentare la spinta sui pedali; si ha comunque sempre il tempo di guardarsi intorno e godersi il panorama che ci circonda. Si attraversa il bosco per intero, fino ad incrociare la strada sempre sterrata che ci porta verso Bassano. Qui il percorso prosegue alternando strade sterrate a brevi tratti cementati in prossimità delle sporadiche case che si incontrano. Attraversiamo su asfalto il piccolo borgo di Bassano e riprendiamo lo sterrato in prossimità della piccola chiesetta di Sant’Angelo dalla quale, con gli ultimi tre km arriviamo a chiudere l’anello in prossimità della provinciale per Trevignano ed infine alla piazzola di sosta delle macchine. Al termine dell’anello, con pochi colpi di pedale, è inoltre possibile raggiungere la vicina Sutri per pedalare nell’area archeologica ed accedere ai giardini di villa Savorelli dai quali si gode una splendida vista sull’Anfiteatro Romano. Quest’ultimo può essere inoltre visitato insieme alla chiesa  ipogea della Madonna del Parto (costo biglietto €5,00 per accedere ad entrambi i monumenti).

Il percorso è adatto a tutti e richiede soltanto un po’ di attenzione nella gestione delle energie per affrontare senza fatica la salita fino alle pendici del monte raschio. Sebbene sia un percorso che non tocca punti di particolare interesse turistico, resta comunque estremamente affascinante per i paesaggi e la serena tranquillità offerti dal bosco. L’assenza di difficoltà dal punto di vista tecnico rende inoltre il percorso ideale anche per chi vuole provare l’emozione di questo sport senza eccessivo impegno. Sulla via del ritorno, merita sicuramente un prolungamento alla volta della vicina Sutri per una visita del borgo.

torna all’elenco dei percorsi


Salita al Monte Soratte 

Lunghezza:                            29 km;
Dislivello complessivo          800 m;
percentuale sterrato                  85%

Guarda il video del percorso

L’anello di congiunzione ideale tra la mountain bike ed il ciclismo su strada. Un percorso di grande impatto emotivo che porta alla conquista di una delle montagne più affascinanti dei dintorni di Roma: il Monte Soratte, in grado di offrire un senso della vetta unico e di temprare anche il ciclista più allenato lungo i suoi tornanti e le sue cementate. Un percorso da affrontare con il giusto rispetto, per godere appieno di questo gigante della Valle del Tevere.

Usciti dal casello di Ponzano Romano-Soratte percorriamo la strada SP30/b per lasciare la macchina al km 7,5 in prossimità del bivio con indicazione B&B I Quercioni. Passiamo davanti al B&B ed iniziamo a scendere nella valle su una sterrata a tratti sconnessa ed attraversata da profondi solchi scavati dall’acqua. Raggiungiamo il fondovalle dove attraversiamo più volte la ferrovia, oltre la quale inizia la salita verso il paese di Sant’Oreste. Il percorso si sviluppa inizialmente tra un’alternanza di tratti sterrati con brevi tratti cementati,
che si vanno poi ad innestare su una strada asfaltata secondaria che ci accompagna fino al cimitero del paese. Da qui la strada s’impenna in un ultima rampa che ci guida al centro del paese dove possiamo fare una sosta per riposarci ed ammirare il panorama che si gode dalla bella terrazza panoramica. Riprendiamo a salire seguendo le indicazioni per la Riserva Naturale del Monte Soratte; ci aspetta una salita dura ma la soddisfazione alla fine sarà enorme! Già dopo poche centinaia di metri ci accoglie un piccolo preludio di quello che ci aspetta: accanto ad una piccola edicola, uno splendido punto panoramico ci consente di ammirare Sant’Oreste dall’alto, con i suoi splendidi scorci sulla vallata sottostante. Riprendiamo a salire ed in breve l’asfalto lascia lo spazio ad uno stretto stradello cementato che si snoda nel bosco. Man mano che si sale, la pendenza aumenta fino a rendere impegnativo tenere a terra la ruota anteriore. Al termine della salita, arriviamo al Santuario di Santa Maria delle Grazie oltre il quale in sentiero sassoso ci porta dopo alcune centinaia di metri a raggiungere la cima del monte. Qui si erge l’antico Eremo di San Silvestro che ci accoglie proprio sulla cresta ai lati della quale il monte scende a valle con  le sue pareti verticali, offrendo una vista mozzafiato. Riscendiamo dal monte e passiamo all’interno dell’area del Bunker del Monte Soratte. Si tratta di una struttura militare risalente alla seconda guerra mondiale, che si sviluppa in circa 40 km di gallerie scavate sotto al monte. La struttura, originariamente destinata a base strategica militare, venne riconvertita in bunker antiatomico negli anni della guerra fredda. Oggi è aperta al pubblico per visite guidate, quale importante testimone di un’epoca non troppo lontana. Attraversiamo l’area militare con i suoi residuati bellici e scendiamo  nuovamente nella Valle del Tevere. Da qui attraversiamo dapprima due tratti boscosi molto belli, per poi tuffarci nelle terre di pascolo delle circostanti aziende agricole. Percorriamo infine un agile sterrata pianeggiante che, tagliando la campagna, ci riporta al punto di partenza, chiudendo il giro.

torna all’elenco dei percorsi


Giro della Farnesiana 

Lunghezza:                            44 km;
Dislivello complessivo          820 m;
percentuale sterrato                  65%

Guarda il video del percorso

Bel percorso sul versante nord dei monti della Tolfa alla scoperta dell’antico Borgo della Farnesiana e dei boschi intorno al Monte Piantangeli. Il percorso non presenta difficoltà tecniche poiché si svolge interamente su buone sterrate battute e su strade secondarie cementate; tuttavia il discreto chilometraggio ed il dislivello concentrato nell’ascesa a Monte Piantangeli rendono il percorso appagante anche per il biker più smaliziato. Divertente il lungo tratto di discesa dal monte che, dopo un primo tratto di collegamento in asfalto, ci riporta velocemente a fondovalle su sterrate e cementate dal fondo sconnesso in alcuni passaggi.

Arriviamo al punto di partenza percorrendo l’autostrada A12 fino a raggiungere l’uscita con le indicazioni “La Farnesiana”. Lasciamo l’autostrada e raggiungiamo l’incrocio tra Strada di Pian d’Organo e Località Pantano di Sotto. Qui lasciamo la macchina in prossimità delle indicazioni turistiche per Agriturismo Casale La Farnesiana ed Agriturismo Poggio Nebbia ed iniziamo a pedalare in direzione di quest’ultimo. Dopo un primo tratto su asfalto che ci consente di riscaldare le gambe, la strada inizia a salire con una comoda sterrata che inizia a ricordare i tipici paesaggi agricoli della bassa Toscana. La strada, tra casolari e chiesette, ci accompagna fino all’antico Borgo della Farnesiana. Qui lo scenario è dominato dalla bellissima Chiesa dell’Immacolata Concezione, oggi parte della tenuta agricola che prende il nome dall’antico borgo poco distante. Questo risalente alla seconda metà del 1500, vene realizzato per sostentare la vita dei minatori della zona impegnati nelle miniere per l’estrazione dell’alunite. Nei secoli successivi il borgo ebbe alterne vicende, seguendo dapprima le sorti delle miniere, abbandonate intorno alla metà del 18° secolo, per poi divenire parte dell’azienda agricola operante nella zona. Lasciato il Borgo della Farnesiana, iniziamo ad arrampicarci sul Monte Piantangeli fino a raggiungere un divertente sentiero all’interno del bosco che ci accompagnerà fino quasi alla cima del monte. Qui, dopo una doverosa sosta ad ammirare il
panorama, iniziamo la discesa ad incrociare dapprima un tratto di strada asfaltata, che diventa ben presto una divertente sterrata ai margini del
bosco per poi costeggiare il torrente nel fondovalle, dove la strada perde pendenza e ci porta velocemente al punto di partenza a chiusura del giro.

torna all’elenco dei percorsi


La Riserva del Lago di Vico

Lunghezza:                             30 km;
Dislivello complessivo         580 m;
percentuale sterrato             60%

Guarda un breve video del percorso

Percorso molto bello e di soddisfazione nei boschi che circondano il Lago di Vico. Il  tracciato, oltre ad offrire scorci incantevoli dello specchio lacustre, consente di togliersi belle soddisfazioni raggiungendo la vetta (o appena sotto) del maestoso Monte Fogliano. Il percorso è da considerarsi mediamente impegnativo, sia per l’ascesa al monte, sia per il passaggio sul sentiero della Strada di Mezzo che in alcuni passaggi richiede una certa attenzione, pur restando sempre molto divertente. Un percorso  tecnicamente non complicato, ma comunque adatto a chi ha già qualche chilometro sulle gambe.

Il punto di partenza è in riva al lago, in prossimità del “Camping Natura”. Cominciamo a scaldarci su un primo tratto di asfalto che costeggia il lago per poi prendere una sterrata che si addentra nella riserva. La strada inizia poi ad arrampicarsi su asfalto all’interno dei boschi fino a deviare su un sentiero che si inerpica fin quasi alla cima del Monte Fogliano. Qui raggiungiamo la famosa Cima Coppi, meta ambita da molti bikers; qui è d’obbligo una sosta per ammirare la serena bellezza del bosco ed “assaporare”  la strada fatta per arrivare in cima, prima di prendere la via della discesa. Dalla cima la strada prosegue con un divertente sentiero in discesa sul buon fondo, che velocemente ci riporta a mezza costa dove incrociamo un breve tratto di collegamento, di nuovo su asfalto. La strada prosegue fino ad un’edicola
votiva, dalla quale inizia il Sentiero della Strada di Mezzo; questo è costituito da un sentiero che si snoda lungo il fianco del monte, offrendo degli scorci del lago veramente magnifici. Il sentiero a tratti è caratterizzato da divertenti sali scendi che lo rendono estremamente divertente e ci porta gradatamente a perdere quota fino a tornare al livello del lago; qui percorriamo l’ultimo chilometro che ci riporta al punto di partenza, a chiusura del giro.

torna all’elenco dei percorsi

 

 

 

 

Sterrando Bike-Escursioni Guidate in Mountain Bike (MTB)